La cittadinanza digitale inizia prima di quanto pensiamo
La cittadinanza digitale è spesso considerata un tema per adolescenti. Di solito viene collegata ai social media, all’identità online, alla disinformazione, al cyberbullismo, alle impostazioni sulla privacy e alle tracce digitali. Tuttavia, bambini e bambine iniziano a sviluppare abitudini digitali molto prima dell’adolescenza. Ben prima di creare il loro primo account sui social media, guardano già video, giocano online, utilizzano tablet, cliccano sui contenuti, condividono dispositivi con fratelli, sorelle o amici e amiche e si fanno un’idea di ciò che è accettabile, sicuro o “normale” online.
Ecco perché la cittadinanza digitale inizia prima di quanto pensiamo.
Per i bambini e le bambine dagli 8 ai 13 anni, il mondo digitale non è qualcosa di separato dalla vita quotidiana. Fa parte del modo in cui giocano, comunicano, imparano, immaginano e si relazionano con le altre persone. I giochi online, le piattaforme video e le comunità digitali contribuiscono a plasmare la loro comprensione dell’amicizia, dell’equità, della privacy, della fiducia, dei rischi e dell’espressione di sé. Un bambino o una bambina che gioca a un gioco online non sta solo imparando a vincere o a completare un livello; può anche imparare come comunicare con gli altri, reagire a commenti offensivi, gestire la frustrazione, riconoscere comportamenti sospetti e chiedere aiuto quando qualcosa non va.
Se i sistemi educativi aspettano l’adolescenza per introdurre la cittadinanza digitale, arrivano troppo tardi. A quel punto, molti comportamenti sono già diventati abitudini. I bambini e le bambine possono aver già imparato a ignorare situazioni spiacevoli, ad accettare l’aggressività online come qualcosa di normale, a condividere informazioni senza riflettere o a credere a tutto ciò che vedono online. L’educazione precoce non significa esporre i bambini e le bambine alle preoccupazioni degli adulti riguardo al mondo digitale prima del tempo. Significa fornire loro un linguaggio, strumenti e sicurezza adeguati alla loro età per comprendere gli spazi che già utilizzano.
Un’educazione efficace alla cittadinanza digitale non dovrebbe basarsi sulla paura. I bambini e le bambine non hanno bisogno soltanto di avvertimenti sui pericoli. Hanno bisogno di guida, dialogo e competenze pratiche. Dovrebbero comprendere cosa sono le informazioni personali, perché la privacy è importante e come riconoscere le fake news o la manipolazione. È altrettanto importante sapere che chiedere aiuto è un’azione responsabile e coraggiosa, non qualcosa di cui vergognarsi.
Un approccio efficace riconosce inoltre i bambini e le bambine come partecipanti attivi, non come destinatari passivi di protezione. Quando bambini e bambine vengono invitati a progettare giochi, discutere dei rischi online, creare messaggi sulla sicurezza o riflettere sui dilemmi digitali, fanno più che memorizzare delle regole. Sviluppano capacità di giudizio. Imparano a collegare la sicurezza digitale all’empatia, alla creatività, alla capacità di risolvere problemi e alla responsabilità. Questo è particolarmente importante perché le esperienze online non sono uguali per tutti e tutte. Il genere, l’età, la sicurezza in sé, le regole familiari, l’accesso alla tecnologia e il contesto sociale possono influenzare il modo in cui bambini e bambine vivono gli ambienti digitali.
Progetti come PowerUP sono preziosi perché mettono bambini e bambine al centro dell’educazione alla sicurezza digitale. Anziché considerare i bambini solo come utenti vulnerabili, PowerUP li tratta come giovani cittadini in grado di pensare in modo critico, elaborare soluzioni e contribuire a rendere gli spazi digitali più sicuri. Attraverso l’apprendimento basato sul gioco e la co-creazione, bambini e bambine possono esplorare questioni complesse come il cyberbullismo, la privacy, le fake news, i discorsi d’odio e i contatti con sconosciuti online in modo stimolante, partecipativo e adeguato alla loro età.
La cittadinanza digitale non è soltanto una competenza tecnica. È una competenza sociale, etica e democratica. Riguarda il modo in cui ci comportiamo quando siamo online, come proteggiamo noi stessi e gli altri, valutiamo le informazioni e utilizziamo la tecnologia per partecipare al mondo che ci circonda. Inizia dalle piccole scelte quotidiane: cosa condividiamo, come parliamo, di chi ci fidiamo, quando chiediamo aiuto e come trattiamo le altre persone dall’altra parte dello schermo.
Se vogliamo che i bambini e le bambine diventino cittadini e cittadine digitali responsabili, consapevoli, gentili e sicuri di sé, dobbiamo iniziare presto. Non spaventandoli e allontanandoli dal mondo digitale, ma aiutandoli a orientarsi al suo interno con attenzione, consapevolezza e una propria voce.
Riferimenti
Council of Europe. (2019). Digital Citizenship Education Handbook. Council of Europe Publishing.
OECD. (2019). Educating 21st Century Children: Emotional Well-being in the Digital Age. OECD Publishing.
UNESCO. (2023). Global Education Monitoring Report 2023: Technology in education – A tool on whose terms?
UNICEF. (2017). The State of the World’s Children 2017: Children in a Digital World.